Un rock energico dove sassofono e clarinetto mischiano le carte in tavola portando il sestetto a suonare un jazz chiassoso che sfocia in passaggi free. Dei quattro brani solo uno, Torakov (pare in onore del posto dove in campeggio alcuni dei componenti della band conobbero una avvenente ragazza finlandese che pronunciava parole buffe all'apice del piacere), è un bell'esempio di psichdelia doorsiana al punto che il cantante sembra voglia imitare Jim Morrison, per coincidenza morto nei giorni che usciva il loro disco. In Torakov l'organo è potente, i fiati strillano e una chitarra distorta sembra voglia mettere un pò di ordine. Il risultato è un gran pezzo e ascoltandolo sorge il dubbio che vent'anni dopo il compianto Mark Sandman dei Morphine abbia preso un pò di inspirazione dai ragazzi di Amburgo.
Stupenda la copertina aperta che rappresenta una pin-up spaventata e in piedi su un seggiola per scappare da dei topolini. Un capolavoro di pop-art che sembra uscito dalla geniale matita di Gil Elvgren.

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