domenica 15 maggio 2016

GURNEMANZ



Nel poema cavalleresco scritto da Wolfram von Eschenbach sul Graal (1.200 d.c.), Gurnemanz era il piu' vecchio dei Cavalieri e quindi meritevole di ascolto. Come è decisamente meritevole di essere ascoltata questa band che attinge alla tradizione folk tedesca, inglese e scandinava. In poco più di cinque anni, dal '72 al '77, i tre fondatori inieme alla cantante Manuela Schmitz (nella line-up definitiva del gruppo si uniranno un violinista e un suonatore di autoharp) ci regalano tre cassette autoprodotte (una delle quali edita in cd dalla Garden of Delights), due dischi e un terzo, intitolato "Blue Moon", che non è mai stato prodotto ma il materiale è presente in versione live ed elettrificata (rispetto la matrice acustica dei precedenti lavori) come Bonus Tracks in "No Rays of Noise". Il patrimonio della musica folk viene eseguito con eleganza e dolcezza senza mai risultare noioso (a volte succede in questo tipo di musica soprattutto nelle sue forme più tradizionali) ma al contrario toccando picchi di raffinatezza grazie alla maestria degli arrangiamenti e la sublime voce della bella Schmitz che, secondo chi scrive, è decisamente all'altezza delle famose colleghe che al tempo si esibivano in terra d'Albione (Sandy Denny e Mandy Morton per citarne due a caso!).





Per gli amanti dei duetti quelli eseguiti con Wolfgang Riedel sono alla pari di analoghi presenti in dischi oggi oggetto di culto come Tudor Lodge, Spyrogira o Magna Carta. Un suggerimento: il classico "John Barleycorn" è eseguito in maniera straordinaria, l'acustica "Fair Margaret and sweet Williams" è commovente, "What a day it is" e "Wanderer" (live) sono bellissime. Provare per credere....

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