lunedì 14 novembre 2016

KALACAKRA - CRAWLING TO LHASA



 
 
Un disco malato, ossessivo. Basterebbe questo per raccontare Kalachakra (Ruota del Tempo), una delle pratiche più elevate ed esoteriche del Buddhismo Tibetano, tanto che viene definito da alcuni come il "Re dei Tantra". Questo il nome piuttosto impegnativo (che diventa Kalacakra) scelto da Heinz Martin (antiquario di Duisburg appassionato d’arte e cultura indo-tibetana nonché multistrumentista che si cimenta con piano, chitarra, violino, violoncello, flauto e synth…in pratica tutto) e Claus Rauschenbach  per registrare una delle opere più suggestive e mistiche del panorama musicale tedesco dell’epoca dal titolo Crawling To Lhasa (letteralmente strisciare fino a Lhasa, in Tibet). A parte i pochi ed inquietanti passaggi vocali presenti, e quei pochi sembrano uno sciamanico tentativo di trasmettere una sorta di rito rigenerativo sull’ascoltatore ignaro, questi quaranta minuti scarsi (ma costosissimi nella loro versione originale andata invenduta all’epoca e rarissima oggi) di musica misteriosa lambiscono senza mai toccare le coste del raga (presenti sonorità orientali anche grazie al sitar - ca va sans dire), della psichedelia, di alcune cupe sonorità medioevali nonché un blues rarefatto e siccome siamo in Germania possiamo definire cosmico, il tutto con profonde vibrazioni hippy. Anche dopo svariati ascolti rimaniamo quello che siamo, non avremo una comprensione profonda  dell’anima e del mondo e il disco (la ristampa in cd forse è più corretto) non ha poteri taumaturgici su di noi. Ma la serata giusta e con l’atmosfera giusta un intimo ascolto di Kalachakra può regalare intense emozioni.

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