Uno dei dischi meno accessibili degli anni '70, German Oak viene registrato dentro un bunker con l'intento di riprodurre in musica il dramma vissuto dalla generazione precedente durante l'invasione della Germania del '44. Il risultato è una musica claustrofobica e ansiogena ma assolutamente affascinante. Praticamente una jam band composta da chitarre, organo, basso, batteria e percussioni (la sezione ritmica spesso va per conto proprio esprimendo ritmi marziali). Quattro pezzi, due dei quali mini suite. Si inizia con quello che può definirsi proto-industriale (da lì a pochi anni Genesis P-Orridge e compagni fondano la Industrial Record e nel '77 danno alla luce The Second Annual Report diventando capiscuola del movimento). Non musica ma atmosfera, anche grazie a voci distorte, deformate, echi e rumori non identificabili. La seconda parte del disco è più "ascoltabile" ed è krautrock allo stato puro, intendendo per krautrock quel fiume di creatività e libertà espressiva così presente nei giovani artisti tedeschi di quegli anni. Una straordinaria miscela che non da un secondo di tregua all'ascoltatore. All'epoca sospettati di essere filo-nazisti (gli stessi sospetti che oggi vengono riservati al genere folk apocalittico di gruppi come Death in June, Laibach, Sol Invictus ecc.), i ragazzi di Dusseldorf non vendettero neanche un lp anche per il rifiuto dei negozi di promuovere un disco che come artwork riproduce un soldato tedesco con l'elmetto di ferro e nel retro della copertina scritte utilizzando il carattere gotico (Fraktur) tanto in voga nel primi anni del regime. Oggi assolti dall'essere simpatizzanti del Nazionalsocialismo i collezionisti fanno carte false per possedere il vinile originale anche se consapevoli di posare sul piatto dello stereo disperazione ed inquietudine. German Oak (ristampato con aggiunti tre pezzi indediti registrati precedentemente) è imprescindibile per chi vuole conoscere e approfondire il rock underground tedesco anni '70.

Nessun commento:
Posta un commento