"Warning: this record must be played as load as possible, must be heard as stoned as impossibile and thank you everybody".
Con questa sorta di incipit Dashiell Hedayat, figura determinante della controcultura francese anni '70, ci consiglia come approcciare l'ascolto del secondo di due suoi dischi pensato e registrato con David Allen (leader dei Gong) e suonato in compagnia in primis della poetessa Gilly Smyth (sussurratrice cosmica nella straordinaria trilogia Gong) e Pip Pyle alla batteria. A testimonianza della particolarità del disco ospiti d'eccezione il grande poeta della beat generation William Burroughs in veste di oratore e il figlio di Robert Wyatt, allora bambino, in una sorta di puerile canticchiare. Opera di culto e per pochi considerando la quasi totale assenza di melodia eccezion fatta per i pochi minuti del dolcissimo finale della suite che occupa per intero il lato B, Obsolete sono 40 minuti di libertà espressiva e non poteva essere altriemti considerando gli attori presenti in sala registrazione, figure di spicco della scena alternativa e avanguardista dell'epoca. Difficile descrivere Obsolete, forse ancora più difficle che ascoltarlo. In poche parole prendete la parte più psichedelica e meno onanista della scena Canterburiana, aggiungete alcune sonorità spaziali di alcune bands seminali ma soprattutto minori del prog tedesco o francese dell'epoca, qualche manciata di follia Zappiana, diluite con il Captain Beefheart meno sperimentale e aggiungete una buona dose di mescalina. Se non è chiara la descrizione non rimane che ascoltare il disco e fare tesoro del suggerimento di Dashiell nella premessa. Tradotto per chi non conoscesse l'inglese significa: prendete una buona dose di funghetti allucinogeni o LSD, sinceratevi che non ci siano i vicini di casa, mettetevi comodi sul divano, il disco sul piatto e ascoltatelo a volume altissimo. Uhm....

Nessun commento:
Posta un commento