Un disco veramente molto bello. Progressivo, folk, jazz,
blues, funky (!). Improvvisazione, melodia, eclettismo, creatività…Variety a tutti gli
effetti. Come varie sono le nazioni da cui provengono i componenti. Ungheria,
Germania e Cecoslovacchia. La bellezza di Variety si coglie da subito nelle
prime note della title-track. Il flauto e il violino iniziano a cullarci per
poi lasciare spazio a derive jazzate, il tutto arricchito da un organo mai
prepotente.
Sulla falsariga del primo pezzo così scorre tutto il disco, un amalgama
perfetta di stili e variazioni di ritmo. L’imprevedibilità è la costante di
questa unica gemma registrata privatamente dai Think tramite la Menga (casa
discografica di cui si conosce poco e niente se non che ha pubblicato anche l’unico
disco dei Join In nello stesso anno). Un disco che va ascoltato con attenzione,
più volte. E anche durante l’ultimo ascolto si colgono sfumature sfuggite in
quelli precedenti, a riconferma della semplice e accessibile complessità di uno
dei migliori dischi tedeschi dell’epoca. E
forse non solo tedesco. Ovviamente il vinile è raro e costosissimo ma la Garden of Delights ha rieditato il disco rendendolo accessibile a tutti.

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