lunedì 1 agosto 2016

John Carpenter – Lost Themes II (Sacred Bones, USA, 2016)




Secondo capitolo di 'temi perduti' per John Carpenter. Il grande regista e compositore statunitense – coadiuvato dal figlio Cody e da Daniel Davis – ci regala altri dodici brevi colonne sonore per 'film immaginari'. Rispetto al primo Lost Themes, l'impronta complessiva si è fatta qui leggermente più rock e ritmata, a tratti vagamente industriale. Il suono resta comunque molto anni Ottanta, dal punto di vista delle scelte timbriche adottate: un dark elettronico che Carpenter iniziò a forgiare a partire da Distretto 13 e naturalmente da Halloween, e che si mostra tuttora attuale. Pezzi come gli iniziali Distant Dream e White Pulse definiscono, bene e subito, le coordinate stlistiche del progetto: algidi, freddamente tecnologici, cinematografici e inquietanti, quasi matematici nella loro costruzione, ma ricchi di colori e atmosfere suggestive, oscuri senza essere ossessivi. Lo stesso discorso vale poi per Windy Death, Virtual Survivor, Utopian Facade, Real Xeno e l'omaggio Bela Lugosi, composizioni concentrate sul lato B del disco (Carpenter è piacevolmente all'antica nel suddividere anche il CD in due sides). Mentre vi scriviamo, il regista sta portando in tournée – anche in Italia – queste e le altre sue colonne sonore più celebri, le migliori delle quali restano quelle del periodo 1976-1983. In Lost Themes II, sintetizzatori e tastiere disegnano paesaggi sonori antichi e moderni nello stesso tempo, fedeli alla tradizione e resi attuali dal gusto di un autore sempre aggiornato. Uno splendido lavoro, tra musica e cinema (virtuale).

Davide Arecco

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